Martedì 23 dicembre  Novena del Natale 2025 Luca 1,57-66 “Volevano chiamarlo”

Martedì 23 dicembre

Novena del Natale 2025

Luca 1,57-66

“Volevano chiamarlo”

Dare il nome era un segno di superiorità, nel racconto della Genesi Dio lascia che sia l’uomo a dare il nome agli animali, un segnale di custodia e responsabilità, ma anche di supremazia. L’espressione “volevano chiamarlo” evoca un dato tradizionale ineludibile, un passo inevitabile: portare il nome del padre, tenerne viva la memoria…. Ma in realtà sappiamo chi è che chiama, che ha parlato a Maria, a Giuseppe, a Zaccaria… Chi chiama è il Signore! Quando Elisabetta dichiara che “Giovanni è il suo nome” non agisce arbitrariamente, ma riconosce l’originalità del figlio con il suo progetto che è da accogliere, una vocazione. I genitori del racconto non tradiscono la memoria degli avi con questa scelta irrituale del nome per loro figlio, ma rendono palese la novità e il mistero che stanno vivendo. Anzi, la fine dell’afasia di Zaccaria è segno che l’esperienza religiosa riprende a parlare, a essere significativa, tanto che in tutta la regione si diffusero stupore e domande sul senso degli avvenimenti. Che anche ora possano le nostre comunità essere spazi rinnovati e accoglienti del mistero di Dio, tornare a essere testimonianze vive per gli uomini, superare la stanchezza della ripetizione e le rigidità che rendono afono il prezioso che tesoro che Gesù ci ha consegnato. Maranathà,vieni Signore Gesù!

Lunedì 22 dicembre  Novena del Natale 2025 Luca 1,46-55 “L’anima mia magnifica il Signore”

Lunedì 22 dicembre

Novena del Natale 2025

Luca 1,46-55

L’anima mia magnifica il Signore

Oggi ascoltiamo un inno di stupore e gratitudine, Maria è meravigliata che il Signore abbia guardato la sua umiltà, lei giovane donna di un villaggio, e’ stata scelta da Dio. Ma con che criteri opera il Signore? Si affida alla piccolezza? Non rischia di essere ignorato dalla Storia? Maria avverte che Dio rovescia i criteri del mondo, non è alla forza che si affida, ma alla trasparenza del cuore. Dio non ha bisogno di imporsi attraverso un’affermata e ricosciuta potenza umana, ma mostra di scegliere la solidità della semplice testimonianza, la mitezza di chi ascolta, la credibilità di chi si sente amato e cambiato. Non è una scelta perdente o vincente, ma è semplicemente fedele a quello che è Lui. Un Dio che non si impone e per questo può non piacere. Quale inno noi scriveremmo? Maria, aiutaci a rileggere la nostra storia per saper comprendere e riconoscere l’opera di Dio, sostieni i nostri cuori vacillanti tra la lamentela del vittimismo e l’arroganza del sentirsi migliori. Maranathà, vieni Signore Gesù!

Domenica 21 Dicembre – Matteo 1,18-24 – “Non temere di prendere con te Maria”

Domenica 21 Dicembre
Novena del Natale 2025
Matteo 1,18-24
“Non temere di prendere con te Maria”

A Giuseppe è proposto di credere all’impossibile, a un amore che percorre strade inaspettate e sconosciute, a una vita che non sarà più nelle sue mani, ma che sarà segnata dalla presenza del divino… E lui accetta, avverte che anche se sarà il Signore a suggerire il futuro, si può fidare, intuisce che non perderà l’amore della sua vita, Maria, anzi saranno ancora più legati perché condivideranno un progetto e una promessa di bene. Non ha avuto paura della vita. O meglio, non ha lasciato che il timore la bloccasse. Forse abbiamo anche noi qualche intuizione di piccoli o grandi passi da compiere per avvicinarci a qualcuno o ricomporre un diverbio, oppure avvertiamo di dover prendere delle posizioni esplicite che dissentono da quelle delle persone che frequentiamo o ancora, fare la verità in una situazione che si sta trascinando e assume tinte ambigue. Ognuno ha la sua chiamata da vivere. Anche questo è Betlemme, Maranathà, vieni Signore Gesù!

Sabato 20 dicembre  – Luca 1,26-38 – “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”

Sabato 20 dicembre

Novena del Natale 2025

Luca 1,26-38

“Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”

È un saluto che tutti dovremmo sentirci rivolgere… Non saremo puri come Maria, ma anche noi siamo amati da Dio. Il Signore è con me, nella mia vita. O non è! Non al nostro fianco per vincere delle guerre, ma per recuperarmi dai miei smarrimenti, dai miei egoismi, per risentire la vita benedetta, per avvertire che la nostra esistenza può essere feconda, capace di generare vita, addirittura di essere una parola divina che si fa carne. Un perdono, un sorriso sincero, un gesto di carità gratuito, un complimento. E celebrare il Natale può aiutarci a sentire che Dio ha questo sguardo sulla vita di ciascuno, su ogni storia e umanità. Maranathà, vieni Signore Gesù!

Venerdì 19 Dicembre – Luca 1, 5-25 – “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita

Venerdì 19 Dicembre
Novena del Natale 2025
Luca 1, 5-25
“Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita”

Eppure Zaccaria non ha creduto alle parole dell’angelo, benché gli venisse annunciato che le sue preghiere sarebbero state esaudite. Perché? Forse non sono giunte nel momento che le desiderava, probabilmente Zaccaria aveva pregato in passato per avere dei figli, ma ora sua moglie era anziana, come sarebbe potuto accadere? Non è più ragionevole. Inoltre l’età avanzata riduce le energie per accudire un figlio, per educarlo e chissà se lo si potrà vedere crescere. I gesti liturgici ha continuato a compierli, era un sacerdote, ma con quale convinzione? Può succedere che si diventi dei praticanti oso dire senza fede…. Forse non ci siamo sentiti ascoltati, siamo arrabbiati o delusi perché il Signore non ha realizzato quello che desideravamo e spesso nello sconforto, finiamo per non vedere il bene che invece esiste e ci accompagna, diventiamo muti di parole buone. Chiediamo la Grazia di saper apprezzare gli affetti, le opportunità di bene che si offrono nella nostra esistenza. È vero, il Signore non sempre compie i miracoli che vorremmo lasciandoci con le nostre perdite e i nostri vuoti, ma spesso ci accorgiamo di doni inaspettati, di una fecondità della preghiera che non ci aspettavamo. Anche questo è Betlemme. Maranathà, vieni Signore Gesù!

Giovedì 18 dicembre – Novena del Natale 2025 – Matteo 1,18-24 “Non temere”

Giovedì 18 dicembre
Novena del Natale 2025
Matteo 1,18-24
“Non temere”

Se a Maria è stata chiesta la disponibilità per la nascita di Gesù, senza la quale non sarebbe nato, a Giuseppe è chiarito quello che è accaduto, offrendogli la possibilità di accettare e di diventare parte attiva del progetto, ma non deciderne l’attuazione. Spesso le nostre “chiamate” assomigliano a quella di Giuseppe, a un genitore può essere chiesto di accettare una scelta dei figli o una loro verità che non si può cambiare, possiamo ritrovarci di fronte a una malattia o a dover collaborare con persone che non abbiamo scelto. Non abbiamo chiaro perché capitino alcune situazioni, ma comprendiamo che la scelta sia se accetarle oppure riutarle, o cambiamo noi o ci irrigidiamo.
E non credo che Giuseppe avessse tutto chiaro, le Parole dell’Angelo sono luminose, promettenti, ma chissà quante domande saranno sorte nel suo cuore! A noi forse una creatura celeste non apparirà neppure in sogno, ma l’ascolto delle persone, la preghiera e qualche “angelo” che ci dona parole sapienti, possono aprirci a nuove comprensioni che ci aiutano a cambiare. Dove prima vedevamo la fine, solo un ostacolo, un’assurdità, poi si scopre un bene che non conoscevamo. Anche questo è Natale, maranathà, vieni Signore Gesù!

Mercoledì 17 dicembre – Matteo 1,1-17 – “Genealogia”

Mercoledì 17 dicembre
Novena 2025
Matteo 1,1-17
“Genealogia”

Di chi siamo figli? Non è una domanda anagrafica, ma aiuta a conoscerci. Il vangelo di oggi ci elenca gli antenati di Gesù a partire da Abramo fino a Giuseppe, una lunga lista di nomi che inizia con il padre della Fede fino all’uomo “giusto”. In mezzo uomini e donne dalle vite più varie: con atti eroici o vili, umili o arroganti, fedeli o traditori, appassionati o interessati, famosi o sconosciuti… Betlemme non è solo una stalla di legno e pietra, ma un’umanità dal cui grembo è sorto Gesù. Non una linea di sangue preservata dalle debolezze, ma un’espressione tipica del genere umano. Dio è nato dentro questa storia reale e contraddittoria, ma evidentemente amata e feconda. E allora ritorna la domanda: e noi di chi siamo figli? Di storie segnate da uomini e donne imperfette, a loro volta frutto di percorsi analoghi… Eppure nulla di determinato, nessuno di noi già definito, nessuno destinato a riprodurre schemi famigliari, perché il seme divino ci rende liberi. Abbiamo fardelli importanti, a volte traumi altre volte doni, memorie di carezze e di assenze, ma siamo impastati di Spirito che ci rende originali. Nessuna umanità è indegna della scintilla divina, nessuna geneticamente sterile di frutti di bene. Maranathà, vieni Signore Gesù!

Martedì 16 Dicembre 2025 – Matteo 21,28-32 ” – i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”

Martedì 16 Dicembre 2025
Novena di Natale
Matteo 21,28-32
” i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”

Ma come?! Una vita trascorsa a essere persone rispettabili e poi questi ci passano avanti?! Ma che senso ha? Allora tanto vale rubare e fare quello che si vuole. Penso siano le riflessioni che sorgano spontanee quando sentiamo questo versetto. Sono parole che ci disturbano, ci provocano rabbia…
Ma Gesù sta provocando i suoi uditori a riflettere sulla loro disponibilità a compiere le scelte in base alla verità, alla bontà che avvertono. Quanti elementi entrano in gioco nelle nostre valutazioni! Il desiderio del bene, il giudizio di altri, i nostri principi, lo stato d’animo del momento, i dubbi… A volte diciamo di sì, ma non siamo convinti e a volte ci sottraiamo, ma possiamo cambiare la nostra decisione. Quanto è importante “allenarsi” nella ricerca della verità, nel discernimento, nel comprendere quale sia il peso che attribuiamo alle varie voci che influenzano la nostra vita!
Citando ladri e prostitute non annacqua la qualità dei rapporti sdoganando qualsiasi atteggiamento… ma è vero che quando si è sofferto o si è fatto soffrire, si può avvertire un desiderio profondo di cambiare. Non occorre vivere esperienze estreme di oscurità o degrado, ma occorre fare tesoro delle proprie, di esercitare la coscienza quotidianamente, di nutrirsi delle voci che portano verità, della Parola del Signore che apre al bene. E il cambiamento dei fratelli possa essere una Betlemme di speranza per noi! Chi cambia dice a noi: “non è mai troppo tardi per cambiare” … Maranathà, vieni Signore Gesù!