Novena di N.S. di Montallegro Martedì 30 giugno 2026 Matteo 8,23-27 “Perché avete paura, gente di poca fede?”

Novena di N.S. di Montallegro
Martedì 30 giugno 2026
Matteo 8,23-27
“Perché avete paura, gente di poca fede?”
Il rimprovero di Gesù risuona come esagerato, ingiusto, potevano i discepoli non aver paura di fronte a una situazione che minacciava la loro vita? Lui stesso nel Getsemani suderà sangue chiedendo se un’altra fine fosse possibile. E allora perché è così duro nei confronti degli apostoli? Di fatto la loro richiesta nasceva dal sentirsi perduti, dal naufragare in quel mare in tempesta, dall’avvertire un senso di fine, senza senso. Forse è qui che s’innesta il rimprovero di Gesù, non tanto per la paura di morire quanto perché si sentivano perduti, smarriti… Quando si è con qualcuno si possono affrontare passaggi difficili, temibili, persino la morte e non perché non incuta paura, ma perché una presenza ti testimonia che la tua esistenza ha un valore, conti per qualcuno. Conosciamo sia gli smarrimenti che le paure, non demordiamo e alziamo uno sguardo al Signore, se ritroviamo la fede della sua presenza accanto a noi allora riprenderemo coraggio. Che Maria, Regina di Montallegro, ci sostenga e ci confor

Novena di N.S. di Montallegro Solennità dei Santi Pietro e Paolo Matteo 16,13-19 “Beato sei tu, Simone…”

Novena di N.S. di Montallegro
Solennità dei Santi Pietro e Paolo
Matteo 16,13-19
“Beato sei tu, Simone…”
Oggi ricordiamo le due “colonne” della Chiesa, la roccia del magistero e l’irruenza del carisma, Pietro e Paolo. Entrambi essenziali, entrambi fallaci, entrambi innamorati del Signore. Tutti e due “salvati” dall’incontro con Lui, hanno visto la loro vita prendere strade che non si aspettavano, ma che li hanno fatti rifiorire, il primo da pescatore di pesci a pescatore di uomini, il secondo da fariseo osservante a uomo dello Spirito. Per loro annunciare il Cristo non era riportare concetti o frasi di altri, ma parlare a partire dalla propria esperienza. Se ci fosse rivolta la domanda “chi è Gesù per te?” Che potremmo rispondere? Un esempio, un educatore o qualcuno che avvertiamo vivo, nostro compagno di strada? Ma il tema è anche la chiesa, che significa questa parola per noi? Oggi ha confini più sfumati, meno categorici. Chiediamo a Maria la grazia di sentire sintonie che nascono dalla fede nel Signore, fratelli con i quali condividiamo il desiderio di annunciare i tesori che ci hanno “salvato”, essere un popolo nel più grande popolo umano che ponga segni di speranza e fiducia.

Novena di N.S. di Montallegro  Domenica 28 giugno 2026 Matteo 10,37-42 “Discepoli”

Novena di N.S. di Montallegro

Domenica 28 giugno 2026

Matteo 10,37-42

“Discepoli”

Nel brano di oggi Gesù si rivolge ai discepoli con alcune indicazioni; le iniziali per approfondire il legame con Lui mentre le ultime per sottolinearne la forza. La prima è forse la più disturbante; “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me”. Può Dio mettersi in competizione con gli affetti umani più preziosi? Se così fosse scadrebbe in un assurdo paradosso, un dio geloso e infantile, ricattatorio, degno delle figure del Pantheon greco. Ma il richiamo evangelico si pone a un altro livello, più profondo, quello per cui l’amore per Dio può purificare ogni rapporto umano, anche quelli di sangue. Non possiamo essere ingenui, sappiamo che gli affetti famigliari così importanti portano con sé forze che se non educate, possono esprimersi con egoismo e possesso, attese genitoriali sulla realizzazione dei figli che sono proiezioni di sé, dipendenze affettive per un eccesso di protezione. Essere discepoli educa a una ricerca di libertà e verità che nulla toglie, anzi rende più fecondo ogni rapporto. Maria ha ascoltato e accettato di compiere la volontà di Dio senza il consenso dei suoi genitori… Né i genitori né i figli possono essere gli dei di riferimento altrimenti si perdeno la verità e le potenzialità della vita. Maria, Regina di Montallegro, sostienici nel nostro desiderio di amare ed essere amati affinché lo viviamo illuminati dalla Volontà di Dio.

Novena di N.S. di Montallegro  Sabato 27 Giugno 2026 Matteo 8,5-17 “Dì soltanto una parola”

Novena di N.S. di Montallegro

Sabato 27 Giugno 2026

Matteo 8,5-17

“Dì soltanto una parola”

È una pagina piena di miracoli, di guarigioni straordinarie, un tempo di Grazia che andrà a calare per poi dare più spazio alla predicazione e infine alla Passione. Ma i miracoli sono eventi che nella storia della fede hanno continuato ad accadere, sono doni che si può invocare, ma non dovuti… Alcuni sono riconosciuti ufficialmente, altri solo personalmente. Le pareti del santuario di Montallegro portano le testimonianze di tante Grazie ricevute. Ma in questa pagina di oggi, vi è anche un miracolo che solo Gesù nota, quello della fede del centurione. La parola miracolo deriva dal latino e significa “meraviglioso” , è un aggettivo che evoca la meraviglia, il meravigliarsi. Ed è proprio Gesù che “si meravigliò” di fronte alle parole del centurione tanto da affermare che “In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! “. Abbiamo pesi e preoccupazioni che possono portare a invocare un miracolo perché da soli siamo inermi, impotenti e pregare avrà sempre una sua fecondità anche se il Signore non ci concederà quello che chiediamo. Ma esiste uno sguardo che nasce dalle fede e che si manifesta nello stupore che vede i miracoli che occhi spenti non notano. Maria, Regina di Montallegro, intercedi per i miracoli che tanti invocano nelle situazioni più difficili e complesse, ma aiutaci anche ad avere uno sguardo di fede che sappia gioire dei “miracoli” non richiesti eppure presenti nella nostra vita.

Novena di N.S. di Montallegro Venerdì 26 giugno 2026 Matteo 8,-4 “Scese dal monte”

Novena di N.S. di Montallegro
Venerdì 26 giugno 2026
Matteo 8,-4
“Scese dal monte”
Il Vangelo di oggi inizia con la discesa di Gesù dal monte al termine dei discorsi che vi ha sostenuto. Un movimento che a una prima lettura sembra contrapporsi ai pellegrinaggi che in queste mattine tanti nostri concittadini effettuano salendo a Montallegro. Gli uomini salgono e Gesù scende… Ma è stata proprio Maria ad aver detto di voler essere onorata lì. Non c’è contrapposizione tra questi due cammini… La salita parla di preghiera vissuta anche con il corpo, con la fatica ed è simbolo della scelta di tempi e spazi che aiutano la contemplazione, il silenzio e l’ascolto. Sul monte Gesù ha proclamato le beatitudini, la custodia del digiuno, dell’elemosina e dell’orazione, la provvidenza e il Padre Nostro… Ma come sempre è poi scendendo che siamo chiamati a viverli. Ecco subito l’incontro con un lebbroso, un uomo che non poteva salire con la folla, escluso dalla vita comune, eppure si rivolge a Gesù col titolo “Signore”, un affermazione di fede. Ecco i beati, la provvidenza, l’elemosina… Succede che dopo una predica ecco che arriva il povero e ti chiedi è un fastidio o un’opportunità!? Maria, regina di Montallegro, che ci chiedi di salire aiutaci a tornare alle nostre case rigenerati nella fede e disponibili nella carità, affinché sappiamo vedere l’uomo dietro le lebbre che possono tenerci distanti.

Novena di N.S. di Montallegro Giovedì 25 giugno 2026 Matteo 7,21-29 “Non vi ho mai conosciuti”

Novena di N.S. di Montallegro
Giovedì 25 giugno 2026
Matteo 7,21-29
“Non vi ho mai conosciuti”
Fa impressione questo testo, vi sono persone che hanno profetizzato, scacciato demoni e compiuto prodigi eppure si sentono chiamare “operatori di iniquità” perché “non vi ho mai conosciuti”! Com’è possibile?! Eppure se ci pensiamo succede che siamo molto più bravi a operare che a lasciarci conoscere. Si, decisamente è più facile dare consigli, compiere opere piuttosto che lavorare su di sé, accettare di aver bisogno di aiuto, chiedersi qual è la volontà di Dio, il bene che Lui intravede per noi. Spesso è quando siamo in crisi che abbassiamo le difese e parliamo di noi, che incrementiamo la preghiera. Costruire la nostra casa sulla roccia implica che siamo noi i primi mettere in pratica il Vangelo, quello che il Signore ci suggerisce altrimenti potremmo realizzare opere che non hanno fondamento. Si possono dare dei pasti ai poveri, opera encomiabile, ma agire per essere bravi agli occhi nostri e degli altri e il cuore rimanere privo d’amore, permaloso di fronte a una mancanza di gratitudine e in fondo molto giudicante quei fratelli indigenti. Che Maria, Regina di Montallegro ci aiuti a costruire la nostra vita sulla roccia della verità e della Fede.

Novena di N.S. di Montallegro  Mercoledì 24 Giugno Natività di San Giovanni Battista  Luca 1,57-66.80 “Si aprirono la sua bocca e la sua lingua ..”

Novena di N.S. di Montallegro

Mercoledì 24 Giugno

Natività di San Giovanni Battista

Luca 1,57-66.80

“Si aprirono la sua bocca e la sua lingua ..”

I racconti delle nascite di Giovanni Battista e Gesù sembrano avere in comune un dato sconvolgente ed è quello che la vita divina soprende chiedendo fiducia, infrange schemi e consuetudini umane. Senza l’accoglienza di questo aspetto ogni parola religiosa sarebbe insignificante, afona per le orecchie. Zaccaria rimane muto dopo aver manifestato la sua diffidenza data l’età avanzata di Elisabetta. Siamo certamente nell’ambito del miracolo, ma possiamo vivere per meno? Può un insegnante compiere il proprio mestiere senza credere nella possibilità che i propri alunni recepiscano la bellezza della materia che insegna? Sicuramente se un maestro non ha passione sarà”muto”, si può insegnare lettere senza far rivivere le emozioni di un testo? O si può insegnare una materia scientifica senza la curiosità che spinge a comprendere? Si può essere uomini religiosi senza lasciare a Dio spazio per le sue visite, i suoi “inediti”, le sue grazie di perdono e di prossimità? Maria è colei che ha lasciato che Dio la abitasse e cambiasse il suo destino… Regina di Montallegro, aiutaci a permettere a Dio che irrighi il nostro cuore quando è arido di carità, che scuota la mente quando è chiusa alla speranza.

Novena di N.S. di Montallegro – Martedì 23 giugno 2026 Matteo 7,6.12-14 “Tutto quanto volete…”

Novena di N.S. di Montallegro
Martedì 23 giugno 2026
Matteo 7,6.12-14
“Tutto quanto volete…”

Iniziamo il nostro percorso di nove giorni verso la festa di Montallegro, memoria di Dio, della sua custodia tramite Maria della nostra terra e di tutti coloro chi la desiderano. Che abbiamo nel cuore che chiede di essere compreso, ascoltato, accolto? Un desiderio di salute, una speranza o un’inquietudine alla quale non sappiamo ancora dare un nome? Ci sono perle da non sprecare dandole ai “porci”, a chi attende altro e non sa di che farsene di una nostra confidenza. Sappiamo che a volte abbiamo commesso questa leggerezza… Magari per avere l’attenzione di qualcuno che ammiravamo o per sentirci uguali agli altri, ma quello che vale, sia essa una verità personale, di fede o altro, va condivisa, vissuta e protetta, affidata a chi sa voler bene come Maria, come Il Signore o fratelli amici. E una perla sono proprio le nostre “seti”… Gesù dice ” Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. Quello che ci aspettiamo dagli altri diventi l’attenzione che offriamo al prossimo. Abbiamo sete di amicizia, di compagnia, di ascolto… Proviamo a donarle. La porta della vita può anche essere attraversata e non solo aperta aspettando che entri qualcuno… Maria, Regina di Montallegro, prega per noi.