Annunciazione del Signore – Mercoledì 25 Marzo – Luca 1,26-38 “Figlio dell’Altissimo”

Annunciazione del Signore
Mercoledì 25 Marzo
Luca 1,26-38
“Figlio dell’Altissimo”
Ci può spaventare una malattia, un fallimento, un conflitto, ma anche qualche grande prospettiva perché avvertiamo che può esporre a rischi, a critiche, a giudizi e forse anche a solitudine. A Maria è proposto di diventare la madre del Messia, l’Atteso dal popolo, una possibilità che può far tremare. L’Angelo lo sa e le rivolge parole di sostegno che la confortano, le dice che il Signore è con lei. Se avvertiamo che in un sì a una scelta si possa generare un processo di bene, perché rinunciare? Generare il Figlio di Dio, essere chiamati ad allevarlo è un enorme compito, ma anche noi siamo suoi figli, anche custodire e incarnare il bene nella nostra vita è una prospettiva grande e buona. Che non ci manchino Angeli per sostenerci e che si possa essere noi deile presenze di sostegno e di fiducia per altri fratelli nei loro cammini di fede e di umanità.

Martedì 24 Marzo – Giovanni 8, 21-30 – “Che ho udito da Lui”

Quaresima 2026
Martedì 24 Marzo
Giovanni 8, 21-30
“Che ho udito da Lui”
La misericordia nei confronti della donna adultera non è un’iniziativa di Gesù che infrange la volontà del Padre, ma è espressione dell’amore di Dio. Il Signore non ha disobeddito, Dio non vuole lapidare “donne come questa”…. Eppure spesso dobbiamo fare i conti con un’immagine castigatrice del divino, più giudicante che liberante. Un’idea che è in noi e che può ingabbiarci con le sbarre della paura di sbagliare o di essere sbagliato, di valere poco, di essere solo. Che la Quaresima sia un tempo nel quale l’ascolto di Dio attraverso la Scrittura, i fratelli, la preghiera o il creato ci aiuti a conoscere Dio e il suo amore… Nell’amore non c’è timore

Lunedì 23 marzo – Giovanni 8,1-11 – “Donna”

Quaresima 2026
Lunedì 23 marzo
Giovanni 8,1-11
“Donna”
È il termine con cui viene indicata la persona che è stata sorpresa in flagrante adulterio; nome comune, ma assocuato dai farisei all’espressione giudicante e dispregiativa: “come questa”, mentre per Gesù è un vocativo, utile sia per richiamare la sua attenzione che per ricordarle la sua dimensione creaturale! Il nascondimento, l’ombra, la menzogna sono spesso i veli dietro i quali viviamo aspetti della vita che riteniamo riprovevoli, ma evidentemente hanno un’attrattiva, un fascino su di noi. Il peccato esiste e non va ridimensionato o giustificato, deve attraversare la soglia del riconoscimento per aprirsi al perdono. Però diamo voce e ascolto a quello che può aver condotto all’errore, al dolore… Quale debolezza, frustrazione, desiderio era celato dietro quella scelta, quelle parole, quei gesti? Se non scendiamo nel nostro cuore per vedere i nodi irrisolti è probabile che ricadremo. E allora Msericordia non è annacquare il valore delle azioni, ma avvertire che nessuno mi condanna se non l’ostinata negazione di un problema, magari associata all’illusione di poter gestire la situazione. Che la Pasqua possa essere un aiuto a vivere la nostra esistenza nella luce, da risorti!