Sabato Santo 2026

Sabato Santo 2026

Oggi la Parola si fa silenzio, l’evento della Croce chiede custodia delle emozioni e degli interrogativi, siamo alla fine o a un nuovo inizio?

Venerdì santo 2026 – Giovanni 18,1-19. 42 – “Cos’ è la verità; Ecco l’uomo”

Venerdì santo 2026
Giovanni 18,1-19. 42
” Cos’ è la verità; Ecco l’uomo”
Oggi è il giorno della crocifissione, della folla che chiede la morte di un innocente. E tra i vari personaggi vi è Ponzio Pilato, prefetto dell’ impero, con l’autorità di decidere della vita di un prigioniero. Sono sue le espressioni “cos’è la verità?” ed “Ecco l’uomo”. Pilato non mostra un grande coraggio, s’intimorisce di fronte alle richieste della folla, in coscienza vorrebbe liberare Gesù, ma finisce per cedere alla volontà di chi urla. Già Erode aveva ceduto a suo tempo, temendo il giudizio dei commensali… “Ecco l’uomo!” Gesù, schernito e abbandonato, eppure ha un’umanità più forte, più solida, non si lascia intimorire. Ecco l’uomo… Che uomo voglio essere? Mi perdo in discussioni teoriche su cos’è la verità o cerco di fare la verità? Gesù non ha predicato una dottrina, ma ha vissuto le parole. Sicuramente le ginocchia tremano di fronte alla morte, ma quanto saremo intimoriti dipende da quanto ci siamo “allenati” a fare la verità più che a proclamarla. Perché l’attuazione di quello che crediamo implica conflitti e resistenze, critiche e obbiezioni, delusioni e incomprensioni. Ma anche crescere in esperienza di libertà, di essenzialità, di fiducia in Dio. Fare la verità è saper ascoltare e cambiare, pregare per comprendere e affidarsi. “Ecco l’uomo” che sembra sconfitto, ma ha conservato la vita!

Giovedì Santo 2026 – Giovanni 13, 1-15 – “Gli uni agli altri”

Giovedì Santo 2026
Giovanni 13, 1-15
“Gli uni agli altri”
Un amore incondizionato, senza interesse alla reciprocità, ma vissuto come pienezza di vita. Intuiamo la grandezza che emerge dal gesto di Gesù, ma avvertiamo anche la distanza dal nostro modo di pensare. Pietro esprime il suo disagio nel vedere il maestro compiere questo atto, tradendo che in fondo ritiene che chi sta in una posizione significativa dovrebbe essere servito più che servire. Eppure è proprio un cuore attento che sviluppa intelligenza e creatività, determinazione e ascolto, pazienza e perdono. Non è facile tradurre questo gesto in ogni situazione della vita e spesso non lo vogliamo neppure, siamo più simili Pietro. Davvero è un punto dove l’amare esprime una grande fede. Intuiamo che non si tratta di annullarsi perché siamo il primo prossimo di noi stessi, amare e amarsi camminano insieme… Ma si tratta di cambiare prospettiva, dal solo io al noi, dal solo mio al nostro, dal tutto e ora al dopo di noi, dal bianco o nero alle sfumature, dal dio della legge al Padre….

Mercoledì Santo 2026 – Matteo 26,14-25 – “Tradito”

Mercoledì Santo 2026
Matteo 26,14-25
“Tradito”
Anche oggi il Vangelo ci parla di Giuda, del suo tradimento, ma anche della volontà di Gesù di proseguire nel vivere la pasqua. È Giuda che consegna Gesù alle guardie o è il maestro che si consegna? Il primo vive le sue intenzioni nel nascondimento, nessuno dei suoi confratelli sospetta del tradimento, ma come è possibile? Vivono insieme per alcuni anni, camminano sulle strade della Galilea e della Giudea, sono mandati in missione, pregano e parlano eppure non si accorgono. È così assurdo? penso che dobbiamo ammettere che se vogliamo sappiamo nascondere i nostri pensieri anche a chi abbiamo più vicino. Possiamo mascherare con il silenzio o il sorriso tante sfumature del nostro cuore. E poi può succedere che accada qualcosa che tradisca i veri pensieri e gli stati d’animo. Sarà tradire o finalmente svelare? Portare alla luce? Gesù si consegna perché consegna la propria anima non una volta, ma nel quotidiano degli incontri che ha vissuto. Che la Pasqua ci aiuti a crescere nella verità e nella luce di relazioni fraterne aperte e sincere.

Martedì Santo 2026 – Giovanni 13,22-33, 36-38 – “fu profondamente turbato”

Martedì Santo 2026
Giovanni 13,22-33, 36-38
“fu profondamente turbato”
Durante l’ultima cena, Gesù prova un profondo turbamento provocato dall’intenzione di un suo discepolo di tradirlo. Un’emoziane cosi forte da non riuscire a trattenerla e ne parla apertamente. Non si aspetta che Giuda cambi idea, non lo dice per questo, ma evidentemente avvertiva la necessità di esternare questo dispiacere. Rimarrà un breve dialogo compreso solo da loro due, gli altri comensali non intendono quello che sta avvenendo. Un passaggio di dolore e amarezza, un baratro di meschinità… Per trenta denari tradito un rapporto di fiducia. Chi sta morendo in questi attimi? Ci si può risollevare da cadute così? Sappiamo quale sarà la scelta di Giuda nel momento che prenderà coscienza del suo gesto. Eppure non è inevitabile, ineludibile… Le nostre cadute non dicono tutto di noi, non ci definiscono, siamo meglio del nostro peccato, ma abbiamo bisogno di uno sguardo che ce lo ricordi. Proviamo ad aprirci alla Misericordia che non teme nessun sigillo, neppure quello della morte.

Lunedì Santo 2026 – Giovanni 12,1-11 – “tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.”

Lunedì Santo 2026
Giovanni 12,1-11
“tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.”
Sei giorni prima della Pasqua, Maria di Betania cosparge i piedi di Gesù con un olio prezioso e profumato, un gesto così sovrabbondante da suscitare le critiche del buon senso e della moderazione. Quella ricchezza non si poteva investire meglio? Magari per opere di carità… Ma un gesto che manifesta la portata di un sentimento di gratitudine, di affetto, non è profondamente umano? E non occorre che in qualche modo esprima un “costo” da parte di chi lo esercita? Monetario, di tempo piuttosto che esistenziale? Fossimo capaci di porre gesti così! E quanto spesso abbiamo sete di iniziative che stemperino situazioni di tensione, conflittuali, recriminatorie! Segni che tocchino inaspettamente il cuore; là dove ci si aspettava parole dure arrivassero aperture riconcilianti, magari memoria di un passato buono che nel tempo si è deteriorato, oppure veri attii gratuiti che offrono parole nuove, un perdono senza presupporre reciprocità. Gesti il cui profumo si diffonda e induca a prospettive evangeliche.

Domenica delle Palme 2026 – Matteo 26,14-27,66

Domenica delle Palme 2026
Matteo 26,14-27,66
Oggi lasciamo che a parlare sia la Parola della Croce. Ascoltiamo il testo del racconto della Passione e permettiamo allo Spirito di interpellarci interiormente.

Sabato 28 marzo – Giovanni 11,45-56 – “Voi non capite nulla!”

Quaresima 2026

Sabato 28 marzo

Giovanni 11,45-56

“Voi non capite nulla!”

Gli avvenimenti si stanno avviando verso la Passione, siamo sulla soglia degli ultimi giorni… Nel testo di oggi vi sono vari personaggi che parlano di Gesù, alcuni presumono di avere in mano le sorti degli uomini, altri si domandano quello che farà Gesù. I primi, i capi dei farisei, decidono che per il bene di tutti occorre che il Signore venga messo a morte, è ascoltato dalla gente e i Romani potrebbero avvertirlo come un rivoluzionario pericoloso. Parole che coprono la loro paura di perdere autorità. Ma davvero sono i padroni della storia? Credono di decidere la piega che prenderanno gli avvenimenti… Ma sappiamo che non sarà così. Come non lo è nella vita di nessuno. Non spegneranno il fuoco acceso da Gesù, anzi sarà proprio la sua morte a generare nuova vita. Quanto siamo padroni della nostra vita? Siamo chiamati a decidere, ma la scelta è tra il riconoscere e obbedire alla verità che si manifesta, magari con i suoi tempi e il resisterle. Affidarsi o cercare di controllare. Che questo tempo santo ci aiuti a crescere nell’affidarci a quelle intuizioni interiori che sono frutto dello Spirito per essere fecondi promotori di vita, rincociliati con la nostra storia e grati al Signore.

Venerdì 27 Marzo – Giovanni 10, 31-42 – “Da parte del Padre”

Quaresima 2026
Venerdì 27 Marzo
Giovanni 10, 31-42
“Da parte del Padre”
Di nuovo cercano di lapidarlo per aver sostenuto di essere figlio di Dio. Ha compiuto segni che lo testimoniano, che rivelano che opera in nome del Padre. Ma per i farisei è troppo, è inconcepibile, non riescono a comprendere, ad accettarlo. Eppure sono segni di guarigione, di carità, esprimono vicinanza all’umanità più debole. Forse è anche questo che li ostacola nel credere, se fossero manifestazioni di potenza, di forza sarebbe più credibile? Temo di sì, temo che l’onnipotenza sia associata all’incutere paura più che a promuovere e amare. Inoltre Gesù citando la scrittura, estende a tutti gli uomini l’essere figli di Dio e questo ulteriormente allontana i rapporti di forza perché siamo fratelli. Che la Quaresima ci aiuti ad abbassare i toni là dove le relazioni sono troppo accese e a valorizzare quelle che sono sottovalutate o scontate.

Giovedì 26 Marzo – Giovanni 8,51-59 – “Abramo”

Quaresima 2026
Giovedì 26 Marzo
Giovanni 8,51-59
“Abramo”
Siamo alla conclusione dell’incontro con quei farisei che avevano portato in piazza la donna sorpresa in adulterio; ormai l’accusato è un altro: Gesù stesso, come avevano desiderato, ora ora sono pronti a lapidare Lui. Non si è schermito, ha parlato esponendosi, ha affermato di sapere chi è Dio, il Padre, di parlare e agire in suo nome. Il suo modo di risolvere il “caso” dell’adultera testimonia di quanto sia profondamente umano e creativamente ispirato. E non opera per un proprio tornaconto per ottenere gloria, ma offre parole di verità. Qual è allora il problema? Forse proprio questo, le parole possono incidere le parti di noi che vivono di certezze apparenti, ma in realtà sono fragili, senza consistenza e abbiamo timore a metterle in discussione. Il sentirsi a posto per aver osservato un precetto, ma poi nel cuore nutrire pensieri di invidia, ritenersi nel giusto magari anche affermando di amare Dio, senza però essere sinceramente disposti a confrontarsi ascoltando la Parola di Dio o i fratelli…. Gesù, se ti ascoltiamo, ci conduci per il sentiero del riscatto della nostra vita da rapporti superficiali per crescere nella capacità di amare nella verità.