Martedì Santo 2026 – Giovanni 13,22-33, 36-38 – “fu profondamente turbato”
Martedì Santo 2026
Giovanni 13,22-33, 36-38
“fu profondamente turbato”
Durante l’ultima cena, Gesù prova un profondo turbamento provocato dall’intenzione di un suo discepolo di tradirlo. Un’emoziane cosi forte da non riuscire a trattenerla e ne parla apertamente. Non si aspetta che Giuda cambi idea, non lo dice per questo, ma evidentemente avvertiva la necessità di esternare questo dispiacere. Rimarrà un breve dialogo compreso solo da loro due, gli altri comensali non intendono quello che sta avvenendo. Un passaggio di dolore e amarezza, un baratro di meschinità… Per trenta denari tradito un rapporto di fiducia. Chi sta morendo in questi attimi? Ci si può risollevare da cadute così? Sappiamo quale sarà la scelta di Giuda nel momento che prenderà coscienza del suo gesto. Eppure non è inevitabile, ineludibile… Le nostre cadute non dicono tutto di noi, non ci definiscono, siamo meglio del nostro peccato, ma abbiamo bisogno di uno sguardo che ce lo ricordi. Proviamo ad aprirci alla Misericordia che non teme nessun sigillo, neppure quello della morte.
